sabato 13 dicembre 2014

dal cristianesimo (? si fa per dire) emotivo ai cristiani (si fa per piangere) demotivi

Essendo nato alla fine del 1950 dovetti fin da piccolo imparare a memoria il Catechismo detto di san Pio X, quello a domande e risposte. Era un libretto minuscolo e mandarlo a mente era agevole. Oggi, data la mole del vigente Catechismo, ciò sarebbe impossibile, anche nella versione «Compendio».

Nel vecchio Catechismo c’era tutta la dottrina in pillole di facile trangugio. Nel nuovo c’è ancora tutta, sì, ma talmente diluita nelle chiacchiere da giustificare il fatto che pochi l’abbiano letto. L’ignoranza religiosa oggi è enorme anche in moltissimi sedicenti credenti. Talvolta, nelle discussioni con qualcuno di questi, tornerebbe utile potergli dire: tiè il catechismo, lèggitelo e poi parliamo, perché non sai nemmeno di cosa stiamo parlando. Ora, una cosa del genere si poteva fare col libretto di san Pio X, non certo col voluminoso Compendio del monumentale Catechismo. Un libriccino scritto largo e a domande-risposte numerate, il tempo per scorrerlo lo trova anche il più svogliato. Non così per un libro-trattato che, oggi come oggi, forse nemmeno i preti, affaccendati come sono, hanno letto. 
Ebbene, tra quelle antiche norme d’inizio Novecento c’era anche l’obbligo, per i fedeli, di «confessarsi almeno una volta all’anno» e «comunicarsi almeno a Pasqua». Il che fa capire che, a quei tempi, i fedeli erano riottosi alla confessione e alla comunione, sennò non ci sarebbe stato bisogno di scongiurarli di provvedere «almeno» ogni dodici mesi. Smisi di andare a Messa contagiato dal clima degli anni Sessanta, ma da bambino ci andavo e ricordo bene che, per poter accedere alla Comunione, bisognava essere digiuni dalla mezzanotte. E questo era un motivo in più, per quanti a messa ci andavano solo la domenica (e a quella principale di mezzogiorno, cioè quasi tutti), per astenersi dalla Comunione. 
Per venire incontro alle istanze dei tempi che mutavano, la Chiesa accorciò il digiuno eucaristico a un’ora, consentì la comunione in piedi (prima bisognava inginocchiarsi alla balaustra attorno all’altare, perché il prete celebrava spalle-al-popolo) e poi anche in mano. Ero ormai un giovanotto (ma sempre agnostico) quando mi stupivo nel vedere in tivù certe cerimonie da stadio con preti sparpagliati sulle gradinate gremite e intenti a distribuire ostie a chiunque tendesse le mani. Mi chiedevo: ma tutta quella gente si sarà confessata? Infatti, ai miei tempi la chiesa domenicale era, sì, piena, ma a far la comunione erano in pochi. Oggi vedo la chiesa domenicale piena e tutti i presenti mettersi in fila per la comunione. Tutti. 
Giustamente ha fatto notare il vaticanista de L’Espresso, Sandro Magister, che ormai far la comunione è percepito come un segno comunitario al pari della “pace” e sentirsene esclusi è vissuto come un’intollerabile attentato ai propri “diritti”: un cristianesimo puramente emotivo e ignorante della dottrina quale quello odierno non può tollerarlo. Ai tempi di scarsa frequenza alla comunione chi non era in regola con la dottrina poteva passare inosservato, non così quando a comunicarsi va l’intera chiesa. Ho una coppia di amici del Centro-Italia che convivono, ma frequentano volentieri la parrocchia, dove lei, anzi, suona l’organo e dirige il coro. Pienamente e fraternamente accolti, nessun parrocchiano, nemmeno il parroco, ha mai fatto pesare loro la situazione personale. Mi manifestavano il loro disagio al momento della comunione, quando saltava all’occhio che erano gli unici a non mettersi in fila. Ho dovuto passare una nottata a spiegare il sacramento del matrimonio. Io, un laico che sta a Milano. Non so se li ho convinti. 
Ma a questo punto il vero problema non è quello attualmente in dibattito, cioè i divorziati risposati che vogliono fare la comunione. Questi sono quattro gatti, e non c’è bisogno di scomodare gli statistici per saperlo. No, i pastori dovrebbero chiedersi, semmai, com’è che la comunione è diventata un fenomeno di massa mentre la pratica penitenziale è a picco. Giustamente uno che convive more uxorio protesta: date la comunione oves et boves e a me no? Quello, dunque, dei divorziati risposati è un falso problema. Il problema vero è una pastorale matrimoniale fallimentare o inesistente. Di più: il concetto stesso di “peccato” è sparito e ormai siamo tutti come i biblici abitanti di Ninive che non sapevano «distinguere la propria mano destra dalla sinistra» (Giona 4, 9). Il criterio di concedere alle umane debolezze e ignoranza quel che chiedono non paga, lo dicono l’esperienza e la storia stessa della via dell’”apertura”. 
Giona, con sua gran sorpresa, convertì i pagani di Ninive semplicemente annunciando loro: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta» (3, 4). Certo, forse il metodo di Giona non è adatto al nostro evo. Ma è anche vero che i Novissimi sono spariti dalla predicazione, perché per troppo tempo si è ritenuto di poter rievangelizzare facendo ricorso alla sociologia. Un anonimo parroco francese convertì Eve Lavallière, la più celebre sciantosa francese dell’Ottocento, col solo chiederle se pensasse mai all’Inferno. Ovviamente, almeno in che cosa consistesse quest’ultimo la sciantosa lo sapeva: al catechismo, da bambina, glielo avevano insegnato.

Rino Cammilleri, Tutti in fila per la comunione. Ma quanti si confessano? NBQ 17-11-2014

mercoledì 26 novembre 2014

stravolti

 Il volto stravolto
La rivista Ad Gentes chiude.
Brutto segno, commenta il missionario padre Gheddo.
Paolo 6: "La Chiesa, quando prende coscienza di se stessa, diventa missionaria".
Luigi Orione: Chi non è apostolo, è apostata.

1) Gli abbonati sono pochissimi, le copie stampate quasi tutte inviate in omaggio o in cambio a biblioteche, università, seminari, ecc.; e quindi gli istituti aderenti devono coprire il passivo economico;
2) la missione alle genti sta perdendo la sua identità e interessa sempre meno, almeno in Italia, parrocchie diocesi, seminari e il popolo di Dio; i mass media ne parlano sempre meno...

Ma oggi, ditemi voi: chi manifesta entusiasmo per la vocazione missionaria e dove è finito l’appello per le vocazioni missionarie ad gentes? Oggi facciamo le campagne nazionali per il debito estero, contro la produzione di armi, contro i farmaci contraffatti e per l’acqua pubblica; oggi non si parla più di missione alle genti ma di mondialità e di opere sociali o ecologiche. Mi sapete dire quanti giovani e ragazze si entusiasmano e si fanno missionari dopo una manifestazione di protesta contro la produzione di armi? Nessuno. Infatti gli istituti missionari non hanno quasi più vocazioni italiane.



lunedì 27 ottobre 2014

In sacrestia! ovvero ritorno al futuro

“La perdita del sacramento della riconciliazione è la radice di molti mali nella vita della Chiesa e nella vita del sacerdote”.
“Una delle perdite più tragiche, che la nostra Chiesa ha subito, nella seconda metà del 20° secolo, è la perdita dello Spirito Santo nel sacramento della riconciliazione”.
“Laddove il sacerdote non è più confessore, diventa operatore sociale religioso”.
“Le meraviglie di Dio non accadono mai sotto i riflettori della storia mondiale”, ma “si realizzano sempre in disparte”, e in particolare “nel segreto del confessionale”.
“Quando il sacerdote si allontana dal confessionale, entra in una grave crisi di identità”. Nell’allontanamento dal sacramento della penitenza risiede “una delle cause principali della molteplice crisi in cui il sacerdozio si è venuto a trovare negli ultimi cinquant’anni”.
“Un sacerdote che non si trova, con frequenza, sia da un lato che dall’altro della grata del confessionale subisce danni permanenti alla sua anima e alla sua missione”.
“Solo Dio può rimettere i peccati”: per questo “il sacramento della penitenza è la fonte di permanente rinnovamento e di rivitalizzazione della nostra esistenza sacerdotale”.
“La cosiddetta crisi del sacramento della penitenza non è solo dovuta al fatto che la gente non viene più a confessarsi, ma che noi sacerdoti non siamo più presenti nel confessionale. Un confessionale in cui è presente un sacerdote, in una chiesa vuota, è il simbolo più toccante della pazienza di Dio che attende. Così è Dio. Ci attende tutta la vita”. Al contrario, “se ci viene in gran parte a mancare questo essenziale ambito del servizio sacerdotale, allora noi sacerdoti cadiamo facilmente in una mentalità funzionalista o al livello di una mera tecnica pastorale.
Il nostro esserci, da entrambi i lati della grata del confessionale, ci porta, attraverso la nostra testimonianza, a permettere che Cristo diventi percepibile per il popolo”.
“La gente ha una profonda nostalgia di sacerdoti, nei quali incontrare profondamente Cristo”.

Joachim Meisner, 9 giugno 2010

sabato 4 ottobre 2014

chi m'era



La Lumachella de la Vanagloria,
ch'era strisciata sopra un obbelisco,
guardò la bava e disse: - Già capisco
che lascerò un'impronta ne la Storia!
Trilussa, La Lumaca

lunedì 29 settembre 2014

padre della menzogna

Kevin: Che cosa sei?
Milton: Oh, io ho tanti di quei nomi...
Kevin: Satana?
Milton: Chiamami papà!
L'avvocato del diavolo, film del 1997 di Taylor Hackford con Al Pacino e Keanu Reeves.




Vangelo di Giovanni 8, 31 e seguenti
Gesù allora disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».
Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: «Diventerete liberi»?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo».
Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l'ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!».
Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.
Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio?
Perché non potete dare ascolto alla mia parola.
Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c'è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna.
A me, invece, voi non credete, perché dico la verità.
Chi di voi può dimostrare che ho peccato?
Se dico la verità, perché non mi credete?
Chi è da Dio ascolta le parole di Dio.
Per questo voi non ascoltate: perché non siete da Dio».

domenica 14 settembre 2014

giovedì 4 settembre 2014

in medio stat corruptio magna

“Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portare il nome di Cristo, ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato. Siete la grande corruzione, perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo”.
Atanasio di Alessandria, il Grande


“Non è di poco rilievo il fatto che, benché dal punto di vista storico il IV secolo sia stato illuminato da santi e dottori quali Atanasio, Ilario, i due Gregori, Basilio, Crisostomo, Ambrogio, Girolamo e Agostino (tutti vescovi eccetto uno), tuttavia proprio in questo periodo la divina Tradizione affidata alla Chiesa infallibile fu proclamata e mantenuta molto più dai fedeli che dall’episcopato.  
Intendo dire che […] in quel tempo di immensa confusione il dogma divino della divinità di Nostro Signore Gesù Cristo fu proclamato, imposto, mantenuto  e (umanamente parlando) preservato molto più dalla Ecclesia docta che dalla Ecclesia docens; che gran parte dell’episcopato fu infedele al suo mandato, mentre il popolo rimase fedele al suo battesimo; che a volte il Papa, a volte i patriarchi, metropoliti o vescovi, a volte gli stessi Concili dichiararono ciò che non avrebbero dovuto o fecero cose che oscuravano o compromettevano la verità rivelata. 
Mentre, al contrario, il popolo cristiano, guidato dalla Provvidenza, fu la forza ecclesiale che sorresse Atanasio, Eusebio di Vercelli ed altri grandi solitari che non avrebbero resistito senza il loro sostegno. 
In un certo senso si può dire che vi fu una “sospensione temporanea”delle funzioni della Ecclesia docens. La maggior parte dell’episcopato aveva mancato nel confessare la vera fede”.
John Henry Newman, Beato


lunedì 21 luglio 2014

la disperazione dei non-ama[n]ti


In molti conoscono l'aneddoto, tra i tanti attribuiti all'eccentrico quanto leggendario Marchese del Grillo, che narra di quella volta in cui il Sediario Pontificio venne respinto e poi accolto ad una cena di gala in ragione degli abiti che portava.

Ci si chiede: 
invero, di cosa si è in questua nella forsennata ricerca di un personale riconoscimento? 
Di cosa, nel "bisogno" di raggiungere determinate posizioni  - magari comprensive di abito e poltrona, veste paonazza e stallo -, se non di una approvazione che si creda o surroghi l'amore?

E quando si fosse raggiunto quel "traguardo", ci si può non accorgere che quel bene che si domandava per se stessi è, invece e solamente, tributato all'abito e all'anello?

Ma il cuor non tace,
e quanto fu cercato e non si ottenne
sovente si tramuta in malanimo perenne.




giovedì 12 giugno 2014

bastiOne


il fatto è che quando pende a destra io mi sposto a sinistra,
e quando rischia di rovinare a sinistra io mi sposto a destra.
nel primo caso mi si direbbe comunista, nell'altro fascista.
ma in realtà, vorrei solo che le ruote aderissero alla Strada.

a Stefano Pirrera, prete tornato a casa da qualche ora 
(era il 31 maggio 2013 h 22:44)

post pubblicato il 7.2.2014

domenica 8 giugno 2014

furti

Il vescovo introdusse l'ospite nella sua biblioteca.
Da questi volumi - disse - devi imparare una cosa...
- Chissà quante, eccellenza!
Una su tutte - riprese il presule -: che non bisogna mai prestare i propri libri!
- Perchè, eccellenza?
Perchè tutti i libri che vedi - concluse l'antistite - li ho avuti in prestito!

(al gentile visitatore, che lo gradisse, l'individuazione del fotogramma e della relazione con quanto sopra...)

sabato 31 maggio 2014

perfetta mafia

Ogni volta che non compi il tuo dovere e disprezzi il debole e ti chini al potente..., scrivi che quivi è perfetta mafia!

Domenico De Gregorio


Mafia è usurpazione e "scimmia".
Ad esempio, sottrae spazio e verità della Legge allo Stato, e impone il suo "codice" vigliacco e notturno, la sua onorabilità assassina.
Quella che chiamano "cultura mafiosa" è invece, solo e tristemente, il tramonto del sole di sapienza.

Se la mafia, però, ha una sua perfezione, questa consiste nell'usurpare allo Spirito le sue regioni, mostrando un volto che - non solo, non è il suo - ma è proprio quello che costantemente oltraggia e ferisce: lupo che si veste d'Agnello, novello satana che ama citare la Scrittura, anticristo in abiti sacri.

stauropolis.it


sabato 12 aprile 2014

ma questa è la vostra ora


Chi corre dietro al nulla diventa lui stesso nullità (cfr Ger 2,5). 

Noi siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio, 
non a immagine e somiglianza delle cose, degli idoli!
Papa Francesco

venerdì 4 aprile 2014

depositum fidei depositum amoris

Potremmo guardare alla successione apostolica (dato che απόστολος, apóstolo, sta per 'inviato') come ad una mirabile staffetta. 
Cosa ci si passa in questo andare (in fretta, di corsa!)? La fede in Cristo Gesù, il suo Vangelo. 
In cosa consiste questo Vangelo? Nel comandamento dell'amore.
E se un vescovo, propriamente successore degli apostoli, coltivasse rancore e persino odio, in che cosa è succedaneo degli apostoli? 
Nel vestire? Nel comandare? Nel trafficar quattrini "per la gloria di Dio"??

1. Mi turba scoprire che così la pensino i protestanti, che sarebbero eretici.
Mi consola, però, leggere quanto affermava il papa Paolo VI: "Gli Apostoli, e perciò i Vescovi loro successori, sono i rappresentanti, o meglio i veicoli, gli strumenti della carità di Cristo verso gli uomini" (Omelia nell'Ordinazione di dodici Vescovi, Kololo 1.8.1969)!!!
2. Se la successione fosse data, solo o soprattutto, dalla genealogia episcopale, allora, sembra che anche Agostino De Caro sia Vescovo.
3. Si avvicina la Messa del giovedì santo. Quella sera si ricorderanno le tre "invenzioni" più importanti di Gesù Cristo: l'Eucaristia, i preti e il comandamento dell'amore. 
Che si ricordi che stanno tutt'e tre insieme: l'amore, la fede nell'Eucaristia e i preti. L'uomo non osi separare ciò che Dio ha unito!

«Siccome la fonte e l’origine di tutto l’apostolato della Chiesa è Cristo, mandato dal Padre, è evidente che la fecondità dell’apostolato », sia quello dei ministri ordinati sia quello « dei laici, dipende dalla loro unione vitale con Cristo» (Concilio Vaticano II, Apostolicam actuositatem, 4).
 Secondo le vocazioni, le esigenze dei tempi, i vari doni dello Spirito Santo, l’apostolato assume le forme più diverse. Ma la carità, attinta soprattutto nell’Eucaristia, rimane sempre «come l’anima di tutto l’apostolato» (Concilio Vaticano II, Apostolicam actuositatem, 3).

martedì 1 aprile 2014

inFaust

"Sokurov mette in scena, allora, un uomo onnisciente e smisuratamente ambizioso; ma accecato, al tempo stesso, dal suo delirio di onnipotenza: quando Faust firmerà il famigerato contratto con cui s’impegna a cedere l’anima al diavolo sarà talmente preoccupato di correggere gli errori grammaticali del testo da non curarsi affatto del suo contenuto: la dannazione eterna!...

 Hieronymus Bosch (? - 1453-1516)

Perché la brama di potere non può che partorire dei mostri".

G. Raffaeli

 Hieronymus Bosch

martedì 18 marzo 2014

sabato 15 marzo 2014

novissima


Verrà il giudizio di Dio!
Giovanni Paolo II (Agrigento 9.5.1993)

«La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. 
Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? 
E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. 
Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. 
Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. 
E quello che hai preparato di chi sarà? 
Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio».
Gesù in Luca 12, 16.


Quel chierico era finalmente arrivato dove mai avrebbe meritato.
Si disse: Era ben giusto che fin qui giungessi, anzi ben più m'aspetta... 
Intanto godi, impera e fà come ti aggrada...

Venne Dio, e non era il suo supponente alter-io. 
Venne Dio brandendo lo Specchio della Sua Croce: e fu subito sera.

«Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?»
Gesù in Marco 8,36

mercoledì 12 marzo 2014

ma gu⇆ida

Pieter Bruegel, 1568

Conterò poco, è vero: 
- diceva l'Uno ar Zero - 
ma tu che vali? Gnente: proprio gnente.
Sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso voto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te, 
lo sai quanto divento? Centomila. 
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore 
che cresce de potenza e de valore 
più so' li zeri che je vanno appresso. 
Trilussa


"E' cieco, ma guida".
(E' quanto accertato dai carabinieri del NAS nell'inchiesta sui falsi invalidi)

domenica 9 marzo 2014

facta est


IL CASTIGO
Allora una voce potente gridò ai miei orecchi: «Avvicinatevi, voi che dovete punire la città, ognuno con lo strumento di sterminio in mano». 
Ecco sei uomini giungere dalla direzione della porta superiore che guarda a settentrione, ciascuno con lo strumento di sterminio in mano. In mezzo a loro c'era un altro uomo, vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco. Appena giunti, si fermarono accanto all'altare di bronzo. 
La gloria del Dio di Israele, dal cherubino sul quale si posava si alzò verso la soglia del tempio e chiamò l'uomo vestito di lino che aveva al fianco la borsa da scriba. Il Signore gli disse: «Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono». 
Agli altri disse, in modo che io sentissi: «Seguitelo attraverso la città e colpite! Il vostro occhio non perdoni, non abbiate misericordia. Vecchi, giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo sterminio: solo non toccate chi abbia il tau in fronte; cominciate dal mio santuario!». 
Incominciarono dagli anziani che erano davanti al tempio. Disse loro: «Profanate pure il santuario, riempite di cadaveri i cortili. Uscite!». Quelli uscirono e fecero strage nella città.
Mentre essi facevano strage, io ero rimasto solo: mi gettai con la faccia a terra e gridai: «Ah! Signore Dio, sterminerai tu quanto è rimasto di Israele, rovesciando il tuo furore sopra Gerusalemme?».
Mi disse: «L'iniquità di Israele e di Giuda è enorme, la terra è coperta di sangue, la città è piena di violenza. Infatti vanno dicendo: Il Signore ha abbandonato il paese: il Signore non vede. Ebbene, neppure il mio occhio avrà compassione e non userò misericordia: farò ricadere sul loro capo le loro opere». Ed ecco l'uomo vestito di lino, che aveva la borsa al fianco, fece questo rapporto: «Ho fatto come tu mi hai comandato».
(del profeta Ezechiele, 9)


lunedì 3 marzo 2014

il sacrilego brodo



SIMONIA
Enciclopedia Italiana (1936)
di Agostino Tesio
Delitto che consiste nel traffico delle cose spirituali, cioè nella compera e nella vendita, o nella permuta di beni spirituali con un valore materiale, con l'intenzione determinata, in una almeno delle parti contraenti, che il prezzo materiale attribuisca un vero diritto sul bene spirituale, come se tra loro corresse una quasi-parità di valore. 
Le parole: compravendita, permuta, non sono da intendersi in senso stretto, ma largo, cioè per qualsiasi convenzione o patto, in cui, almeno dalle circostanze, compaia che un bene temporale sia dato o accettato quale prezzo di un bene soprannaturale. 

Il nome è derivato da Simone Mago (v.).

La malizia di questo delitto consiste nell'equiparazione, che si fa, d'un bene spirituale e soprannaturale con un bene materiale e temporale, come se il valore di questo potesse raggiungere il valore dell'altro. Tale equiparazione costituisce vilipendio, profanazione, e quindi ingiuria per i beni spirituali, che vengono abbassati al livello delle cose terrene; e perciò la simonia è classificata tra i peccati di sacrilegio. 

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Mi si chiede: ma che c'entra il brodo?
Rispondo (sempre velando): metti che - dell'idea che tutto faccia "brodo" - si buttino nella nefanda pentola anche i Santi Resti...

giovedì 27 febbraio 2014

il ritorno degli dei


lussurie neopagane

martedì 25 febbraio 2014

la gioia del danno


Che cosa può dirci la terza caduta di Gesù sotto il peso della croce? 
Forse ci fa pensare alla caduta dell’uomo in generale, all’allontanamento di molti da Cristo, alla deriva verso un secolarismo senza Dio. 
Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? 
A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! 
Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! 
Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! 
Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! 
Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! 
Quanta superbia, quanta autosufficienza! 
Quanto poco rispettiamo il sacramento della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! 
Tutto ciò è presente nella sua passione. 
Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. 
Non ci rimane altro che rivolgergli, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci (cfr. Mt 8, 25).
J. Ratzinger, Via Crucis 2005 (IX stazione)



"Penso di essere tanto sensibile quanto te (o qualsiasi altro cristiano) di fronte agli scandali, siano essi del clero che dei laici. 
Io ho sofferto dolorosamente nella mia vita a causa di preti stupidi, stanchi, ignoranti o persino cattivi; 
ma ora mi conosco abbastanza bene da sapere che non lascerò la Chiesa 
(che per me significherebbe lasciare l’alleanza con Nostro Signore) 
per una qualsiasi di queste ragioni".

 Dalla lettera di J.R.R.Tolkien del 1 novembre 1963 a Michael Tolkien, 
in J.R.R.Tolkien, La realtà in trasparenza. Lettere (a cura di Humphrey Carpenter e Christopher Tolkien).

venerdì 21 febbraio 2014

oportet



Bisogna riconquistare Ginevra!…
Con la carità bisogna abbattere le mura di Ginevra, con la carità bisogna invaderla, con la carità bisogna riconquistarla... 
Non vi propongo né il ferro né quella polvere il cui odore e sapore ricordano la fornace infernale... 
Che il nostro accampamento sia l’accampamento di Dio... 
Dovremo respingere i nostri avversari non con la fame e la sete che infliggeremmo loro, ma con quella che patiremo noi...

Quando si assedia una città, si tagliano anzitutto gli acquedotti che la alimentano. Ebbene gli acquedotti che forniscono Ginevra sono i cattivi esempi dei preti perversi, le azioni, le parole, insomma le iniquità di tutti, ma soprattutto degli ecclesiastici, per colpa dei quali il nome di Dio viene bestemmiato ogni giorno.

Francesco di Sales agli ecclesiastici

martedì 11 febbraio 2014

requiesca(n)t


chiuso o vacante 
non muta gerente
nuovo sembiante
così che cambi niente

a Mons. Gallo, che tanto amava il mio "compaesano" Dante 
e dal mio cor rimane tutt'altro che distante

venerdì 7 febbraio 2014

Sagunto




A suo tempo ragioni e commenti su questa fiera del sacrilegio.




in memoria di Hugo Chavez
forza Genoa
Messa per propiziare la vittoria 
dell'arancione Olanda ai mondiali
2 sì per l'acqua
la forza sia con voi


Irminsul

ambone e "sacre  immagini"

la parola ai Massoni
Messa rock
ecumenica e carnescialesca

SuperPrete
cin cin
la predica del clown
la frazione del Pane del clown

spettacolo

ceriferi
calze a rete e zucchetto
Corpus Domini
bouffet eucaristico

da che si capisce che è un prete cattolico?

di cattolico? il campanello!
con-consacrazione
con-elevazione Calice

con-elevazione Pane
Ecco l'Agnello di Dio


nuovi abiti per la Messa

GMG 2013: il ministro, il bicchiere, i comunicandi
 nuova mise per la Comunione
 Messa catto-ebraica 
 Cicciolina ai funerali di Schicchi (sì, proprio lui)
 tango (?) eucaristico

la gradisce col caffè?

venghino, siori, venghino!
 stole o sciarpe "firmate"
 la tovaglia della "pace"
sua Eccellenza



serva fidem - keep the faith
Ma se è vero (come certo lo è) che "The medium is the message",
qui, il messaggio che passa qual'è?

CONTINUA?




post pubblicato il 12.6.2014